Foto rappresentativa (generata con IA)
Aumento degli abusi e dei comportamenti inappropriati: apriamo gli occhi e fermiamo la sessualizzazione precoce!
Negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, sempre più bambini sono vittime di abusi sessuali, favoriti da un’educazione sessuale fuorviante che invece di proteggerli li mette a rischio. La perniciosa sessualizzazione precoce va fermata.
Negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia ed elementari, i casi di abuso su bambini da parte di adulti e di comportamenti intimi inappropriati fra bambini stanno aumentando in modo marcato. Il Tages-Anzeiger riferisce di una bambina di nove anni abusata per diversi mesi da un ragazzo più grande. Purtroppo, non si tratta di un caso isolato: i reati sessuali tra minori sono in crescita.
Anche dalla Germania arrivano segnalazioni sempre più frequenti. Nel solo stato federale della Renania Settentrionale-Vestfalia, nel 2024 sono stati registrati, negli asili nido, 75 casi di violenza sessualizzata commessi da adulti su bambini e 323 casi avvenuti fra bambini. Un anno dopo, nel 2025, i casi che vedevano coinvolti degli adulti erano già arrivati a 162, mentre quelli fra bambini a 501. Un aumento drammatico, che mostra che ci troviamo di fronte a un fenomeno di massa.
Nessuno può dire quanto sia elevato il numero dei casi non segnalati. È verosimile che i comportamenti intimi inappropriate fra bambini siano influenzati non solo dalle immagini sessualizzate presenti nei media, ma anche dall’enfasi posta in tempi recenti sugli organi sessuali ed escretori in giochi e rappresentazioni, oltre che dalla promozione dei cosiddetti «giochi del dottore». Molti contenuti vanno ben oltre l’auspicabile educazione dei bambini e ignorano effetti collaterali che possono favorire abusi e comportamenti indesiderati.
Il caso di Baunatal
In un caso che ha destato scalpore avvenuto a Baunatal, vicino a Kassel, in Germania, i genitori Hans e Kübra Hoti hanno deciso di rendere pubblico quanto accaduto a loro figlio, di quattro anni, vittima di un sospetto reato sessuale o sospetta coercizione sessuale tra bambini in un locale adiacente alla palestra. I genitori della piccola vittima accusano la direzione dell’asilo nido di avere tradito la loro fiducia e di avere colpevolmente trascurato il loro dovere di sorveglianza. La famiglia ha inoltre intrapreso un’azione legale contro la direzione della struttura, sporgendo denuncia per abuso di ufficio e violazione del dovere di cura e supervisione.
Inoltre, al fine di documentare esaustivamente l’incidente, sono stati pure denunciati i minori protagonisti delle violenze. È stato inoltre presentato un reclamo formale al Ministero degli Affari Sociali dell’Assia per presunta inadempienza dell’autorità. La discussione si è animata in particolare a riguardo del concetto di protezione contro la violenza adottato dall’asilo nido, che aveva tollerato e promosso «esplorazioni del corpo consensuali» tra i bambini (i cosiddetti giochi del dottore).
Porta spalancata per i malintenzionati
È proprio qui che sta il nocciolo, scandaloso, del problema, che si presenta allo stesso identico modo anche negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia svizzere.
Con il pretesto della «prevenzione degli abusi» viene proposta un’educazione sessuale ideologizzata,
che tuttavia, invece di proteggere dagli abusi, finisce per favorirli: una protezione che si trasforma in violenza sessualizzata.
Un’educazione sessuale di questo tipo aumenta inoltre il rischio di adescamento, cioè l’avvicinamento di minori da parte di adulti con l’intenzione di abusarne: quando nel quotidiano degli asili nido si riduce in modo mirato la soglia del pudore, si indebolisce il naturale sistema di allerta dei bambini. Una ghiotta opportunità per i malintenzionati.
Ma come possono proteggere, in concreto, i genitori i loro figli? L’Associazione Iniziativa di protezione raccomanda di esaminare attentamente i libri e i materiali didattici che vengono messi a disposizione. Spesso questi contengono istruzioni per esplorare i propri genitali e quelli altrui (come nel il libro illustrato ideologico-queer «Wuschelkopf und Pupspopo» (Testolina spettinata e sederino scorreggino), un «libro interattivo per i più piccoli a partire dai 18 mesi»). I genitori dovrebbero anche chiedere quali concetti di protezione e prevenzione della violenza vengano applicati e chiederne copia. Quando vengono proposti workshop e lezioni con contenuti ideologici, si può anche chiedere che il
proprio figlio non vi partecipi.
Deve essere chiaro: niente giochi del dottore, niente esperimenti, e un immediato stop a qualsiasi forma di sessualizzazione precoce di stampo ideologico!
Questo è l’unico modo per far sì che i bambini possano crescere in un ambiente che li rafforza e li protegge.
Per l’ultima volontà, non è mai troppo presto
In autunno, molte persone riflettono con maggiore frequenza sulla propria caducità. È un momento in cui ci si chiede cosa possa succedere ai propri beni e proprietà in caso di un addio alla vita. Affrontare questa questione con serenità e chiarezza, e organizzare in anticipo le proprie volontà, può rappresentare un gesto di grande attenzione e rispetto, sia per sé stessi sia per i propri cari.
Oltre a una donazione all’associazione Iniziativa di protezione, esiste anche la possibilità di considerare le proprie volontà testamentarie, attraverso un legato o una nomina come erede. Se desiderate ricevere ulteriori informazioni o approfondimenti, non esitate a contattare il nostro segretariato al numero di telefono indicato 061 702 01 00 o via e-mail: info@iniziativa-di-protezione.ch.