Immagine: IA generato
Tribunale federale di Losanna: presto sentenze in base al diritto UE?
Sventolerà presto al Tribunale federale di Losanna il vessillo europeo?
Andrea Geissbühler
Ex-Consigliera nazionale,
Bäriswil (BE)
Chi crede che l’UDC sia la sola a muovere critiche ai Bilaterali III, in questo momento avrà di che sgranarsi gli occhi: lo studio «Bilaterali III: rapporto sugli effetti della ripresa dinamica del diritto UE sulla democrazia e sul federalismo in Svizzera» elaborato dall’istituto di ricerca liberal-progressista Zentrum für Demokratie Aarau (Centro per la democrazia Aarau), 2026, sta infatti facendo parlare di sé.
Secondo lo studio, la ripresa dinamica del diritto europeo indebolisce la democrazia e il federalismo. Bruxelles prima di Berna, insomma.
Chi ritiene che si tratti di una questione puramente giuridica sbaglia. La domanda fondamentale da porsi è chi deciderà, in futuro, quali saranno i valori alla base della nostra società. Suscita allarme soprattutto la situazione nell’ambito della politica dell’educazione. Oggi, sono i cantoni a stabilire le regole che valgono per la scuola. In futuro, però, i cantoni potrebbero subire pressioni crescenti per adeguarsi agli sviluppi europei in campo giuridico e politico.
In molti paesi europei sono in corso da tempo tentativi di introdurre nell’insegnamento, sin dall’infanzia, concezioni di natura ideologica su genere, identità e sessualità. I genitori che chiedono un’educazione sessuale più moderata e consona all’età dei loro figli vengono sempre più marginalizzati. Nessuno, oggi, può garantire che, a fronte di legami giuridici sempre più stretti con la UE, non si presentino, presto o tardi, sviluppi analoghi anche in Svizzera.
Non dobbiamo rinunciare alla nostra democrazia alla leggera. Lo studio descrive il meccanismo che accresce l’influenza delle istituzioni europee. La conclusione che ne traggo personalmente, a livello politico, è chiara: laddove la Svizzera perde la propria sovranità, cresce il rischio che le agende socio politiche di Bruxelles impongano in modo sempre più marcato la loro linea, anche nell’ambito della scuola.
Non voglio che ciò che viene insegnato ai nostri figli alla scuola dell’infanzia e alle elementari sulla sessualità o sulla famiglia venga influenzato in modo strisciante da ideologie internazionali o europee. Spetta in ogni caso sempre ai genitori decidere. L’Associazione Iniziativa di protezione rappresenta molto più della sola protezione dei minori.
Difendiamo, infatti, anche la nostra democrazia diretta, il nostro ordinamento federale e il diritto della Svizzera di determinare autonomamente i propri valori. Chi oggi volge lo sguardo altrove sulla questione degli accordi bilaterali III, potrebbe un domani scoprire che non è più Berna, bensì Bruxelles a stabilire quali modelli sociopolitici siano trasmessi ai nostri figli. Ecco perché c’è solo una risposta: un «no» a questi accordi bavaglio dell’Unione europea.
Ex CN Andrea Geissbühler,
Granconsigliera Canton Berna, insegnante di scuola
dell’infanzia, agente di polizia, presidente dell’Associazione
Iniziativa di protezione, Bäriswil (BE)