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Quello che ha detto «Achtung Liebe» mi fa schifo! (La scuola elementare Binzholz a Wald ZH)

Nel comune zurighese di Wald, lobbiste dell’organizzazione «Achtung Liebe» hanno recentemente impartito lezioni di educazione sessuale ad allieve e allievi di 11-12 anni di una scuola elementare. Hanno tra l’altro consigliato la visione di film pornografici e spiegato le pratiche sessuali che offrono le prostitute. Il risultato? Allievi scioccati e genitori arrabbiati. L’Associazione Iniziativa di protezione si è opposta. La direzione della scuola ha ora deciso di interrompere la collaborazione con «Achtung Liebe».

Il caso è stato portato all’attenzione del pubblico dal settimanale Die Weltwoche (26.02.2025) e da 20min.ch (01.03.2025) e ha trovato ampia diffusione anche in rete. Luogo del misfatto è una classe di sesta elementare (equivalente alla prima media in Ticino) della scuola elementare Binzholz, nel comune di Wald. Due «specialiste» esterne del gruppo lobbistico queer «Achtung Liebe» – a quanto risulta una lesbica e una donna che convive con una «persona transgender» – hanno scioccato i minori dell’età di 11 e 12 anni indottrinandoli con contenuti per nulla consoni all’età, nel solco dei dettami dell’ideologia gender e transgender. Ad allieve e allievi sono state spiegate, ad esempio, le pratiche sessuali che offrono le prostitute, un contenuto che non ha nulla a che vedere con l’insegnamento scolastico previsto per una sesta elementare (prima media) e che mette a repentaglio il sano sviluppo psicologico di questi adolescenti.

Le affermazioni delle «esperte» sono state confermate ai media da numerosi genitori. Alcuni esempi: i porno si possono guardare quando si vuole; agli uomini piace farsi succhiare il pene; non c’è nulla di strano se due donne si leccano l’un l’altra; si può fare sesso con chi si vuole; si può provare piacere anche con gli oggetti e così via.

Agli allievi sono stati mostrati dildi e preservativi ed è stato chiesto loro di infilare i preservativi su una banana. Per finire, gli allievi di sesta elementare sono stati invitati a portare a casa dei preservativi.

«È evidente che ci stiamo spingendo troppo oltre!»
«Ma è normale?» è la domanda che si pone una madre, citata dalla Weltwoche, che precisa di avere ricevuto anch’essa un’educazione sessuale a scuola, «ma non così!» Sua figlia sarebbe tornata a casa «turbata e traumatizzata». A 11 anni non vuole essere costretta contro volontà a consumare materiale pornografico o a compiere atti sessuali che non le interessano affatto. «Mia figlia si sta preparando al ginnasio e dovrebbe ora trafficare con dildi e preservativi? È semplicemente troppo. È evidente che ci stiamo spingendo troppo oltre.»

In effetti, il «workshop» oltrepassa non solo i limiti della decenza e di un’educazione sessuale oggettiva e consona all’età. Si pone, infatti, anche la questione del ruolo di questi «specialisti» esterni, che alla prova dei fatti sono persone sprovviste della formazione pedagogica necessaria per operare in un contesto delicato quanto lo è quello dell’insegnamento primario.

L’aula come camera oscura?
«Siamo senza parole», dice un’altra madre alla Weltwoche. «Non affidiamo i nostri figli a un’organizzazione qualunque, bensì alla scuola di Wald, ai suoi insegnanti e alla sua direzione scolastica.» Che del personale esterno alla scuola abbia il permesso di «rivolgersi in un linguaggio così volgare ai nostri figli» è inammissibile. «Achtung Liebe» vuole infatti che gli insegnanti escano dall’aula, consentendo in tal modo ai cosiddetti «specialisti» di agire indisturbati e senza alcuna supervisione. L’aula scolastica si trasforma così in una camera oscura a disposizione di spudorati ideologi del sesso!

Il caso di Wald è importante anche perché i genitori hanno avuto il coraggio di opporsi, lamentandosi presso la direzione scolastica. Quest’ultima aveva scritto nella sua prima risposta di rammaricarsi che il workshop «abbia causato inquietudine e disagio» ad allievi e genitori. La direzione scolastica conferma, inoltre, che le «specialiste» di «Achtung Liebe» – in realtà studenti prive di formazione pedagogica – avevano fatto dichiarazioni «che hanno causato turbamento e irritazione in alcuni bambini e genitori, dando adito a richieste di spiegazioni». I genitori avevano espresso «dubbi sull’atteggiamento neutrale delle specialiste» e messo in discussione la professionalità e oggettività delle informazioni fornite. La direzione scolastica dice di «dialogare» con «Achtung Liebe» per «garantire che in futuro i workshop soddisfino ancora meglio le esigenze delle/degli allieve/i». Il fatto che scrivendo «allieve/i» la direzione scolastica – acriticamente o intenzionalmente – faccia sua l’ideologia gender di organizzazioni come «Achtung Liebe», non fa altro che sottolineare l’amara ironia del caso.

Ai genitori, tuttavia, questa risposta andava stretta. Non è accettabile, ad esempio, che venga consigliato il consumo di materiale pornografico a ragazze e ragazzi di 11 anni di una scuola elementare, quando, per legge, tale consumo è autorizzato a partire da 18 anni. I genitori hanno perciò chiesto alla scuola di troncare la collaborazione con «Achtung Liebe» e di comunicare la decisione pubblicamente.

Una rete internazionale
Un altro motivo di preoccupazione è il fatto che «Achtung Liebe» non agisce isolatamente, bensì fa parte di una rete lobbistica internazionale che si rifà, tra l’altro, anche all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), secondo la quale già i neonati sono «esseri sessuali». «Achtung Liebe» si autodefinisce «femminista», dice di «sostenere attivamente l’uguaglianza di tutti i sessi» e di «impegnarsi per i diritti e la salute delle persone LGBTQIA+*».

Purtroppo, il caso del comune zurighese di Wald non è isolato. La sola «Achtung Liebe» si vanta di aver lavorato in centinaia di classi scolastiche. Inoltre, questa organizzazione non è la sola a contrabbandare nelle aule di scuola una «educazione sessuale» nociva e invadente, celandone i contenuti a docenti e genitori.

Importante: già un anno fa, il n. 47 di «Iniziativa di protezione – Attualità» riportava in dettaglio le macchinazioni di «Achtung Liebe» e l’annichilente presa di posizione del rinomato sessuologo Prof. Dr. Jakob Pastötter.1

La scuola di Wald interrompe la collaborazione
A inizio marzo 2025, l’Associazione Iniziativa di protezione ha potuto prendere visione di una seconda lettera inviata ai genitori dalla direzione scolastica di Wald, nella quale si afferma chiaramente che «non è prevista un’ulteriore collaborazione» con l’associazione «Achtung Liebe». Si tratta di un successo per i genitori di Wald e per l’Associazione Iniziativa di protezione, che si sono opposti, insieme, contro una pratica al limite dell’aggressione sessuale nella scuola elementare obbligatoria.

Iniziativa di protezione: impegno a favore di bambini e genitori

L’Associazione Iniziativa di protezione riceve spesso segnalazioni di genitori indignati che segnalano contenuti inappropriati e indottrinamenti ideologici diffusi tramite l’educazione sessuale.

Il caso del comune zurighese di Wald è così grave che l’Associazione Iniziativa di protezione ha risposto con la diffusione di una lettera informativa ai genitori del comune di oltre 10’000 anime.

Ai gruppi lobbistici esterni deve essere negato l’accesso alle aule scolastiche senza la supervisione dei docenti.

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A Basilea, la lobby queer, sempre più sfacciata, ha ottenuto un’importante vittoria. Il Cantone ha infatti divulgato, a spese dei contribuenti, una guida su come comportarsi nei confronti di «allievi transgender». La guida, di oltre 30 pagine e intitolata «Trans macht Schule» (Trans fa scuola), non solo mette in pericolo i minori, ma spiazza e sconvolge pure i genitori

Conseguenze fatali per bambini disorientati

Nel 2022, il Cantone di Basilea Città aveva commissionato a un gruppo di lavoro l’elaborazione di una guida transgender. La guida, nel frattempo prodotta, invita i docenti a prestare attenzione in classe a «comportamenti indicanti varianti di genere». In altre parole, se un insegnante nota in un allievo o un’allieva comportamenti che non rispondono a quelli tradizionali di un ragazzo o una ragazza, deve prendere in considerazione l’eventualità di trovarsi in presenza di una «identità trans». Secondo la guida, segnali come un «calo del rendimento scolastico» o il «ritiro sociale » sarebbero rivelatori di una «identità trans».

Tuttavia, una volta che un giovane, che potrebbe essere stato colto da una fase di insicurezza, è stato etichettato come «trans», imbocca una strada a senso unico. Il ragazzo o la ragazza può scegliere, ad esempio, un nuovo nome, che dovrà poi essere riportato subito e senza complicazioni burocratiche su tutti i documenti, anche con la modifica a posteriori di documenti ufficiali già rilasciati. Dopo il «coming- out» e la transizione sociale, seguono rapidamente ulteriori misure, come la somministrazione di terapie ormonali antagoniste per bloccare lo sviluppo puberale e delle caratteristiche sessuali. Durante le lezioni di nuoto, questi allievi, o allieve, dovrebbero usare gli spogliatoi e le docce riservati al sesso opposto.

La guida non menziona il fatto che un ragazzo possa semplicemente attraversare una fase difficile della sua vita e che, una volta imboccata questa strada, non esiste una via di ritorno.

La guida contiene pure istruzioni per il caso in cui i genitori volessero far desistere il minore dal suo proposito e incoraggia gli insegnanti a verificare se i genitori stiano affrontando «in modo corretto» la transizione verso la nuova identità di genere del figlio o della figlia. Se un insegnante ritiene che i genitori non siano cooperativi e si macchino di «cattiva condotta», può segnalare il caso all’APMA (Autorità di protezione dei minori e degli adulti) per «messa in pericolo del minore». Una «cattiva condotta» sussiste già quando i genitori si pongono in termini critici nei confronti del desiderio di cambio di genere del figlio o della figlia. Così di fatto la guida costringe i genitori a incoraggiare il bambino o minore colto da insicurezza a proseguire sulla strada transgender a senso unico imboccata. Chi si oppone rischia persino di vedersi revocata l’autorità parentale.

«Coming-out» trans già a quattro anni

Ciò che la guida non menziona sono le conseguenze irreversibili degli interventi di riassegnazione di genere: vite distrutte dall’infertilità e da problemi di salute mentale e fisica sono aspetti trascurabili, che non meritano nemmeno di essere citati agli occhi dei redattori della guida. Il numero di persone che si pente di avere cambiato sesso, tuttavia, è in costante aumento. Molte persone transgender si rendono conto dolorosamente che il bisturi non può alleviare il dolore dell’anima che la riassegnazione di genere promette di curare.

La guida dice di porre al centro delle sue preoccupazioni unicamente il «benessere dei ragazzi». Da nessuna parte, però, dice come affrontare, ad esempio, situazioni come quella delle ragazze che non vogliono condividere lo spogliatoio o la doccia con un ragazzo.

Numerosi psichiatri dell’infanzia, come il Dr. med. Alexander Korte, sottolineano che è essenziale «puntare al rafforzamento del senso di appartenenza al genere al quale si appartiene dalla nascita». Nella maggior parte dei casi, la diagnosi di «disforia di genere» scompare da sola, mentre le conseguenze di un’operazione di riassegnazione del genere sono irreversibili. Tanto più preoccupante è, quindi, che la guida incoraggi addirittura il «coming-out» dei bambini in età prescolare (cioè a quattro anni!).

Diamoci da fare: aiutateci anche voi!

La guida trans di Basilea descrive scenari lontani dalla realtà scientifica e dal buon senso e mette in pericolo bambini e adolescenti. L’Associazione Iniziativa di protezione ha pertanto commissionato una perizia che esamini i contenuti della guida sotto il profilo scientifico.

Anche altre organizzazioni sono entrate in azione per contrastare la guida: CitizenGO, ad esempio, ha lanciato una petizione che invita il Consigliere di stato di Basilea Città Mustafa Atici, capo del Dipartimento dell’educazione, a ritirare la guida trans e a vietarne qualsiasi ulteriore utilizzo nelle scuole di Basilea.

Vi invitiamo, ovviamente, a firmare la petizione di CitizenGO.

Scansionate il codice QR e firmate la petizione!

citizengo.org/de-ch/fm/14362

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Sophie Griebel, Contatto: sophie-benjamesgriebel.com/transgender

Col senno di poi, Sophie Griebel, 29, si rammarica di aver voluto cambiare sesso e ha nel frattempo fatto il possibile per annullare gli effetti degli interventi cui si è sottoposta. Ora mette in guardia genitori e insegnanti. L’Associazione Iniziativa di protezione ha chiesto a Sophie Griebel di parlare della sua esperienza.

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
È giusto tematizzare il cambiamento di genere negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia ed elementari?

Sophie Griebel:
No. Gli istituti educativi in buona parte già non assolvono il loro mandato; perciò, non dovrebbero nemmeno avere il permesso di interferire nella sfera intima, e dunque privata, dei minori. I bambini hanno il diritto di sviluppare liberamente la loro sessualità senza essere influenzati da insegnanti che trasmettono loro la loro visione di come dovrebbero stare le cose! Altrimenti, gli insegnanti prima o poi finirebbero per trasmettere ai bambini anche le loro fantasie sessuali. Dove porterebbe tutto questo? Chiunque dice che un insegnante non farebbe mai nulla del genere dovrebbe togliersi le fette di salame dagli occhi! Per fermare tutto questo, i genitori devono reagire e difendere i loro figli. E lo devono fare anche gli insegnanti che non hanno ancora perso il senno. Invadere quest’area, la più sensibile di ogni bambino, è un crimine e non ha nulla a che vedere con i compiti educativi!

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
L’educazione sessuale «moderna» dice che il «cambiamento di genere» non è problematico. Qual è la sua esperienza?

Sophie Griebel:
Anzitutto, non è possibile effettuare veri cambiamenti di sesso, perché, nonostante gli interventi chirurgici, la costituzione corporea rimane sostanzialmente la stessa. Purtroppo, molte persone sono diventate così arroganti da credere di poter comandare sulla natura. La condizione transgender, tuttavia, non è naturale, è un costrutto del tutto artificiale. E testimonia della povertà di spirito di coloro che credono di essere più potenti del Creato. Molte persone hanno perso il rispetto per la natura e il Creato. L’educazione sessuale moderna non è altro che un attacco frontale all’innocenza dei bambini e rappresenta, infatti, un veicolo per controllare agevolmente i bambini e trasformarli in schiavi fino a quando, come ogni persona trans, vendono la loro identità, e quindi la loro vita, ad altri!

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
L’ideologia gender vuole insegnare ai bambini che i concetti di «maschio» e «femmina» sono solo due fra molte varianti possibili di genere. Cosa ne pensa?

Sophie Griebel:
Una madre un giorno mi disse che suo figlio era tornato da scuola in preda alla confusione. Diceva che in fondo si sentiva a suo agio nel suo corpo e di non avere la sensazione di essere nel corpo sbagliato. La madre era scioccata, poiché non era avvenuto nulla in casa che potesse dare adito a una simile affermazione. Il figlio riferì che un docente gli aveva dato a intendere di avere visto in lui i segnali di un comportamento transessuale. La madre reagì iscrivendo prontamente suo figlio a una scuola privata.

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Qui serve l’aiuto professionale dello psicologo, non del chirurgo!

Gli interventi di riassegnazione del genere attraverso la somministrazione di bloccanti della pubertà, contro-ormoni e operazioni di cambio del sesso sono in aumento in Svizzera. Come si evince dalla mozione 23.4408 «Stop all’ideologia gender. Proteggere (almeno) i minorenni da interventi di cambiamento di sesso avventati» del Consigliere Nazionale Lorenzo Quadri dello scorso dicembre, il numero di operazioni di cambio del sesso è più che raddoppiato negli ultimi tre anni. Secondo quadri, nel solo 2022 ne sono state eseguite 500, un record inglorioso che indica un business in costante crescita e che solleva molte domande, soprattutto perché il 54% delle persone operate aveva tra i 15 e i 24 anni. Mancano cifre più recenti.

Parallelamente aumenta anche il numero di quanti si sono pentiti del passo compiuto e intraprendono pertanto un percorso di «detransizione» che però ben difficilmente può essere completo, poiché molte delle modifiche effettuate sono irreversibili. L’esempio più recente è probabilmente quello della donna trans più nota della Svizzera, Nadia Brönimann, che 27 anni fa, accompagnata da un team della SRF, si è sottoposta a un intervento per «cambiare» il suo sesso biologico. Oggi non si sottoporrebbe più al bisturi. Gli studi mostrano inoltre che circa la metà dei giovani trans tenta il suicidio. La Brönimann stessa aveva tentato, invano, di togliersi la vita nel 2004. Molti casi tragici mostrano che il trattamento psicoterapeutico delle persone affette da «disforia di genere» deve trovare nuovamente maggiore spazio. Ormoni e bisturi non sono la soluzione, soprattutto per i minorenni.

Il Consiglio federale, tuttavia, non vuole saperne, e come si evince dalla sua presa di posizione, respinge la mozione adducendo le seguenti motivazioni: «Nella maggior parte dei casi, il trattamento è svolto da un team interdisciplinare, che valuta la situazione dal punto di vista medico, psicologico e medico-etico. Il team può riferirsi a direttive e raccomandazioni internazionali, (p. es. le direttive della World Professional Association for Transgender Health WPATH, USA)». Secondo il Consiglio federale, queste linee guida sono «di norma elaborate congiuntamente da tutte le associazioni mediche specialistiche interessate e basate sulle attuali conoscenze scientifiche».

Scandalo WPATH
A quanto pare, il Consiglio federale non è a conoscenza dello scandalo sorto negli Stati Uniti attorno ai WPATHfiles e che si riferisce a documenti e discussioni interne trapelati di recente. Sebbene fosse noto che bambini e adolescenti non erano in grado di comprendere pienamente la portata degli interventi, quest’ultimi sono comunque stati trattati con alte dosi di ormoni e sottoposti a operazioni irreversibili da medici di spicco, che hanno messo in conto l’eventualità di gravi effetti collaterali come problemi di salute fisici e mentali, infertilità, osteoporosi o cancro nei minori. I medici erano a conoscenza della natura sperimentale degli interventi che svolgevano su dei minori che dovevano, in realtà, tutelare. Ciononostante, hanno continuato a dispensare trattamenti rischiosi. I critici hanno sottolineato che era stata data la priorità agli interventi chirurgici senza che fossero prima stati svolti adeguati approfondimenti dello stato di salute mentale dei minori.

Contattate l’Associazione Iniziativa di protezione se viene propagandata l’ideologia transgender nella scuola di vostro figlio o vostra figlia. Per il loro bene!

Ex consigliera nazionale Andrea Geissbühler, Docente di scuola dell’infanzia, agente di polizia, Presidente dell’Associazione Iniziativa di protezione, Bäriswil (BE)

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La «educazione sessuale completa» proposta dall’OMS e dall’IPPF1 considera il bambino un «essere sessuale» fin dalla nascita, che va pertanto introdotto alle attività sessuali. Già in età di asilo nido, i bambini andrebbero «informati» sulla masturbazione e dovrebbero «sperimentare il piacere sessuale». Una simile forma di insegnamento non protegge i bambini, bensì li espone a un aumentato rischio di subire abusi sessuali. Abbiamo chiesto un parere al vescovo ausiliare Marian Eleganti.

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
Molte istituzioni si confrontano col tema degli abusi sessuali. La Chiesa cattolica pubblica da anni rapporti su come sta affrontando la questione. Le istituzioni scolastiche statali dispongono di un elenco nazionale dei docenti pedofili non abilitati all’insegnamento, che però non è completo. Nel frattempo, un’educazione sessuale pedofila si sta insinuando sempre più in profondità nelle strutture che si occupano dei più piccoli, senza incontrare ostacoli. Qual è la dimensione spirituale che vi sta dietro?

Vescovo ausiliare emerito Dr. Marian Eleganti:
La pedagogia sessuale secolare è dichiaratamente non spirituale nel senso tecnico della parola. Da un punto di vista spirituale, dietro ogni falsità e teoria distruttiva per l’umanità si cela la realtà demoniaca del male. La Sacra Scrittura definisce Satana come assassino e bugiardo per eccellenza fin dal principio. Ispira molte teorie e i loro propagandisti in modo intelligente e raffinato, avvolgendo tutto in belle parole e nobili obiettivi. La degenerazione viene presentata come un guadagno. Sarebbe ingenuo ignorare e banalizzare tutto questo. Al male piace apparire vestito di luce e illuminazione.

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
Nelle società occidentali, ciò che è giusto o sbagliato, il bene e il male, sembrano essere diventate questioni relative. Sempre più esponenti della scienza, della politica, dell’economia, della Chiesa e della cultura sono preda dell’apatia morale. Dove andremo a finire senza il sostegno della morale cristiana?

Vescovo ausiliare emerito Dr. Marian Eleganti:
Si può vedere il male dai suoi frutti, anche con gli occhi della ragione. In questo senso la fede non è un prerequisito. L’educazione sessuale proposta dagli organismi citati in precedenza è guidata dagli interessi, è un prodotto fatto da adulti che si assumono gravi responsabilità riguardo all’integrità dei bambini e degli adolescenti. Inoltre, è fallace e ascientifica. Pedagoghi rinomati la rifiutano. Fino a una certa età, i bambini non mostrano alcun interesse per le pratiche insegnate loro dagli adulti. I genitori devono opporsi per il bene dei loro figli. Ciò che sta accadendo nell’ambito dell’educazione sessuale nelle scuole e nelle camerette intime degli asili nido è allarmante. Bisogna avere il paraocchi per ritenerla una cosa buona.

INIZIATIVA DI PROTEZIONE – ATTUALITÀ:
Organizzazioni internazionali come l’OMS e l’IPPF promuovono il diritto di sperimentare la sessualità fin dalla nascita. Come possono rafforzarsi spiritualmente docenti, genitori e bambini per resistere al male e promuovere il bene?

Vescovo ausiliare emerito Dr. Marian Eleganti:
Dobbiamo respingere e combattere l’educazione sessuale promossa da queste organizzazioni, che sono ostaggio delle lobby e dei grandi capitali. Occorrono buon senso e un’informazione capillare e continua sui veri artefici dietro le quinte. I genitori sentono istintivamente cosa è buono per i loro figli. Non dobbiamo delegare questo compito a simili organizzazioni o allo Stato, limitando di conseguenza i diritti dei genitori. Ai genitori dico: lottate per i vostri diritti e i vostri figli! Organizzatevi!

1 IPPF: International Planned Parenthood Federation

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Del Prof. David Engels

Lo storico e pubblicista belga Prof. Dr. David Engels scrive in esclusiva in questo numero di «Iniziativa di protezione – Attualità» sui retroscena intellettuali della «moderna» educazione sessuale.

Che si tratti dell’apertura dei Giochi del Commonwealth o dei Giochi Olimpici, dell’ultima edizione dell’Eurovision Song Contest, dell’opera «Sancta», delle opere dell’acclamata artista Marina Abramović o del recente spettacolo di strada a Tolosa «La porte des ténèbres», non passa mese senza che il pubblico si trovi confrontato a temi «artistici» che deridono la fede cristiana o alludono apertamente a contenuti satanici, trovando poi, curiosamente, l’elogio dei media, delle istituzioni educative e delle élite politiche.

Il male sta nell’uomo
L’apocalisse, il vitello d’oro, l’esaltazione della violenza, le distorsioni blasfeme della vita di Cristo, i demoni antichi o dell’Antico Testamento, la banalizzazione di pratiche sessuali innaturali, la glorificazione del diavolo, e nel mezzo, a volte in veste di spettatori, a volte di attori, ma comunque sempre forzati dalle autorità di turno, i bambini. Cosa sta succedendo?

Il male è insito nella natura umana stessa, e la tentazione di fare del diabolico «non serviam»* anche il motto della propria vita è vecchia tanto quanto la storia stessa, risalendo al primo uomo che fece cattivo uso della sua divina capacità di libero arbitrio. Tuttavia, l’onnipresenza del male non deve offuscare la nostra consapevolezza del fatto che, al di là della ricorrente inclinazione all’antidivino, vi siano fasi storiche contraddistinte da una maggiore o minore intensità di tale propensione.

Un cambiamento radicale a partire dal XVI secolo
Senza voler sminuire le tante testimonianze di fede, speranza e amore nel mondo di oggi, bisogna ammettere che raramente nella storia del mondo occidentale abbiamo assistito a una presenza tale di simboli che possono essere descritti solo come «satanici». Questi simboli vanno di pari passo con la banalizzazione di comportamenti che possono essere intesi solo come una consapevole e radicale inversione di tutto ciò che ha contraddistinto la nostra civilizzazione per secoli, se non millenni.

Le ragioni sono ovvie: al più tardi a partire dal XVI secolo si stava delineando una svolta radicale che ha portato a sostituire Dio con l’uomo, l’interiorità con l’espansione, la tradizione con la ragione – un «umanesimo» che nel corso del tempo ha assunto sempre più vita propria e, con la scomparsa degli ultimi residui di tradizione e decenza, ha prodotto lo spirito «woke»* che oggi domina l’Occidente. Uno spirito suppostamente laico e ateo, che si caratterizza de facto per lo stesso autocompiacimento che sta alla base del diabolico. Non c’è quindi da meravigliarsi se il linguaggio formale del satanismo, compreso il fascino per tutto ciò che è tradizionalmente proibito, si faccia sempre più strada in quella che solo in apparenza è una «moderna» ideologia e manifesti una crescente concomitanza tra modernismo e satanismo, un aspetto da sempre intrinseco nel cosiddetto «illuminismo» e nella sua consapevole idealizzazione di Prometeo* e Lucifero, i veri eroi di quel movimento.

La predilezione del male: pervertire i bambini
Non c’è quindi da meravigliarsi che questo programma antidivino sia già arrivato nelle scuole, anzi, che le scuole siano diventate il vero campo di battaglia di questo conflitto. Si tratta di nient’altro che della tanto invocata «sovranità sull’educazione dei bambini», e questo in un momento in cui gli ultimi residui della tradizione occidentale e della fede cristiana sono quasi completamente scomparsi. L’obiettivo di questo programma, perciò, è non solo rovinare l’innocenza dei bambini – da sempre una delle predilezioni del male – ma anche creare «un uomo nuovo», che dovrebbe staccarsi da ogni trascendenza e perdersi completamente nel paradosso della modernità, da un lato riducendosi a nulla più che un animale, dall’altro perseguendo però innaturali fantasie di megalomaniacale* onnipotenza. L’insaziabile desiderio dell’uomo di verità, bontà e bellezza viene stravolto fino all’irriconoscibilità dalle più svariate ideologie «trans», degenerando in incubi di immortalità digitale, nella manipolazione eugenetica, nell’ibridazione tra uomo e macchina e nella tragica negazione della sessualità naturale per sfociare infine in una realtà completamente distopica*.

Appello a tutti ad opporsi
Diventa perciò più importante che mai opporsi – negli asili nido, nei vari ordini di scuola, a casa, sul lavoro, in pubblico, nelle chiese e nella cerchia familiare. Opporsi alla banalizzazione del male minimizzandolo, guardando dall’altra parte o riferendosi al «progresso», se non addirittura alla «scienza». Opporsi alla perversione dei bambini abituandoli, già in tenera età, ad una sessualità abnorme, alla blasfemia e all’odio di sé. Opporsi alla crescente trasformazione del mondo in una miscela di Sodoma e Babele, con all’orizzonte una fine analogamente spettrale a quella toccata ai suoi predecessori biblici. Perché è esattamente questa l’intenzione del Maligno: dimostrare che la creatura di Dio non soddisfa le speranze riposte in lei e che perciò il Maligno, rifiutando di adorarla, aveva ragione. Ciò che il Maligno vuole non è raggiungere una nuova stabilità antitetica a Dio, bensì il naufragio dell’umanità. Impedire tutto ciò non è solo una lotta pubblica, ma soprattutto una lotta che si svolge nella sfera privata – alla quale nessuno può sottrarsi, per quanto difficoltosa possa essere la sua personale condizione economica o sociale.

*SPIEGAZIONE DELLE PAROLE:

Non serviam: (latino: ‘non servirò’) è una frase generalmente attribuita a Lucifero.

Ideologia woke: originariamente utilizzata per attirare l’attenzione sulla discriminazione razziale, oggi indica linguaggio e comportamenti corretti nell’area politica di sinistra.

Prometeo: figura della mitologia greca. In quanto Titano, è soggetto a Zeus, padre degli dèi. A causa della sua disobbedienza, per ordine di Zeus viene incatenato ed esiliato nelle desolate montagne del Caucaso.

Megalomania: mania di grandezza, perdita di contatto con la realtà.

Distopia: desolazione, luogo triste e spoglio. La distopia è l’opposto di dell’utopia, che punta ad un futuro radioso e pacifico.

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Il 1° novembre 2024 è entrata in vigore in Germania la legge sull’autodeterminazione. Donne e bambine devono ora stare attente quando usano un servizio igienico pubblico. Nei locali di ristoranti, alberghi, negozi, cinema, bagni termali o saune finora riservate al gentil sesso, può ora entrare, in qualsiasi momento, una specie particolare di uomo: la «donna trans». Palese il rischio di violenze e abusi ad opera di criminali sessuali. Il mancato rispetto della legge sull’autodeterminazione può inoltre essere sanzionato con multe elevate.

Da inizio novembre, in Germania ogni cittadino può modificare a piacimento il proprio genere e nome con una semplice richiesta a voce. Non servono esami medici o psicologici. E la legge si applica anche ai minori! Per i bambini da 0 a 14 anni di età, solo i genitori possono richiedere il cambiamento di genere presso l’ufficio dello stato civile. Gli adolescenti a partire dai 14 anni possono invece farne richiesta autonomamente. In caso di disaccordo con i genitori, interviene un tribunale familiare, che con sentenza giudiziale potrà approvare la richiesta di cambiamento del genere e del nome al posto dei genitori.

Numerosi medici, giuristi e raggruppamenti femministi e cristiani respingono la legge sull’autodeterminazione per importanti motivi.

Persino la relatrice speciale giordana delle Nazioni Unite per la violenza contro le donne e le ragazze, Reem Alsalem, invita la Germania a porre immediatamente in atto misure a tutela degli spazi riservati alle donne, citando la necessità di prevenire gli abusi da parte di criminali sessuali e violenti. Alsalem è anche preoccupata per il divieto di divulgare, ricercare o indagare il sesso effettivo di una persona. Possono infatti essere comminate multe fino a 10’000 euro!

La nuova legge avrà effetti imprevedibili sulla libertà di espressione, di coscienza e di religione. Inoltre, l’assenza di un adeguato accompagnamento terapeutico spalanca la porta agli interventi di riassegnazione di genere sui bambini.

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Il caso di Ginevra: solo uno fra tanti?

Andrea Geissbühler
Ex-Consigliera nazionale Bäriswil (BE)

Fin dalla sua fondazione, l’Associazione Iniziativa di protezione si impegna per il benessere di bambini e adolescenti. Cosa significhi benessere del fanciullo, lo dice l’articolo 3 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che la Svizzera ha ratificato nel 1997 e posto in vigore nel marzo di quello stesso anno. La citata convenzione afferma testualmente: «In tutte le decisioni relative ai fanciulli, di competenza delle istituzioni pubbliche o private di assistenza sociale, dei tribunali, delle autorità amministrative o degli organi legislativi, l’interesse superiore del fanciullo deve essere una considerazione preminente.»

Un altro elemento chiave in questo ambito è l’articolo 9 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che stabilisce il principio secondo cui i minori non devono essere separati dai genitori.

È proprio riferendosi al benessere di fanciulli e adolescenti che la lobby LGBTQ+ sta tentando di forzare, in Svizzera, la cosiddetta «transizione sociale» (riassegnazione del sesso) di bambini e adolescent – si noti, a insaputa dei genitori. I genitori, quindi le persone di riferimento più vicine ai ragazzi che a scuola scelgono la «transizione sociale» assumendo nomi e pronomi o indossando abiti che non corrispondono al loro sesso biologico, dovrebbero tuttavia restare all’oscuro dell’avvenuta «transizione». Dei casi di transizione sociale occulta sono all’origine di una recente lettera di protesta inoltrata da alcuni genitori alla direttrice del dipartimento della sanità e Consigliera di stato del canton Zurigo Natalie Rickli.

Ad ogni buon conto, chi pensa che sia stato toccato il fondo si sbaglia di grosso, come mostra quanto recentemente avvenuto a Ginevra, dove, con il pretesto di tutelare il «benessere del fanciullo», l’autorità di protezione dei minori e degli adulti (APMA) del cantone aveva sottratto all’autorità parentale una ragazza, nel frattempo sedicenne, che aveva manifestato un «disturbo dell’identità sessuale». La colpa dei genitori? Non erano d’accordo né con la «transizione sociale» a scuola, né con l’assunzione da parte della figlia di ormoni per bloccare la pubertà. ADF International, un’organizzazione per la protezione legale gratuita con sede a Vienna, sta nel frattempo assistendo i genitori ginevrini in lotta contro le autorità per riavere loro figlia.

Un caso, questo, che mostra in modo inequivocabile come l’ideologia transgender stia inquinando le nostre istituzioni e, in particolare, i nostri tribunali. Richiamo a riguardo un caso di giugno 2023, quando il Tribunale federale, presieduto da un giudice PS, aveva stabilito che il licenziamento di un insegnante, che si rifiutava costantemente di rivolgersi a una ragazza con il nome di ragazzo che aveva scelto e di usare per lei pronomi maschili, era ammissibile. Come se non bastasse, l’organizzazione lobbista Transgender Network Switzerland (TGNS) ha divulgato un opuscolo di 32 pagine dal titolo «Best-Practice-Leitfaden für eine Transition in Schule und Ausbildung» (Linee guida delle best practice per la transizione a scuola e negli istituti formativi). Ecco un esempio di domanda per gli insegnanti: «Una studentessa ha scelto di fare una transizione sociale. Cosa faccio se i genitori si oppongono?» Risposta: «In un caso del genere, raccomandiamo ai docenti o alla scuola di prendere contatto con TGNS per ottenere consigli e chiarire i margini di azione.»

Noi, però, siamo intenzionati a cambiare le carte in tavola: vi sono anche da voi dei casi di «transizione sociale», o siete a conoscenza di casi di divulgazione dell’ideologia transgender nella scuola frequentata dei vostri figli? Contattate oggi stesso l’Associazione Iniziativa di protezione (Tel. 061 702 01 00, info@iniziativa-di-protezione.ch) per ricevere un sostegno rapido e gratuito per il benessere – quello vero – di vostro figlio o vostra figlia.

Andrea Geissbühler, Ex-Consigliera nazionale, presidente
dell’Associazione Iniziativa di protezione, Bäriswil (BE)

Immagine fornita

Sempre più spesso, i libri illustrati per bambini relegano in secondo piano la famiglia naturale preferendovi i modelli di «famiglia» alternativi e ideologici della «diversità» caldeggiati dalla propaganda transgender. In un asilo nido di Lucerna, un padre di famiglia scopre persino informazioni sui metodi di inseminazione artificiale e sulla maternità surrogata, che è vietata in Svizzera. Indignato per quanto scoperto, si rivolge all’Associazione Iniziativa di protezione.

«Un bebè! Come nasce una famiglia» è il titolo del libro che un padre di famiglia trova in un asilo nido di Lucerna portandovi suo figlio. Ad insospettirlo non sono solo i colori dell’arcobaleno, ma anche il titolo del libro.

La «diversità» sociale è celebrata a tutto tondo nella pubblicazione. La costellazione familiare naturale uomodonna-bambini è minoritaria fra le dieci diverse forme di «famiglia» presentate. Le raffigurazioni comprendono un uomo single con un bambino e due donne single, una con un bambino, l’altra con dei gemelli. Vengono presentate anche coppie omosessuali maschili e femminili con bambino. Ciò che non può mancare in questa società della «diversità», sono
una donna con il velo e un buon numero di coppie interculturali dalle etnie più disparate. Il messaggio è chiaro: non servono più un padre e una madre per mettere al mondo dei bambini: bastano «un ovulo, uno spermatozoo e un utero»!

Il libro illustrato spiega che il bambino cresce «nella panica di una persona» e che viene «messo al mondo da una persona». L’eliminazione del concetto di «madre» è un atto profondamente misogino e ostile alla famiglia, che degrada inoltre la donna a macchina partoriente. Al tempo stesso, il linguaggio scelto suggerisce che il nascituro nel grembo materno non sia né un essere umano, né una persona.

Il libro ci dice anche che man mano che i bambini crescono, «alcune persone scoprono che il loro sesso biologico non è il sesso al quale sentono di appartenere» e che vi siano quindi persone che decidono di «allineare il loro aspetto esteriore a ciò che provano». Per i bambini, più nociva di così la propaganda transgender non può essere!

Persino la maternità surrogata, estremamente controversa e vietata in Svizzera (vedi riquadro), è descritta, in modo completamente acritico, come una semplice possibilità in più, diffondendo peraltro un messaggio politico dal significato totalmente incomprensibile ai bimbi di quella età.

Care lettrici, cari lettori, se scoprite macchinazioni ideologiche di questo tipo all’asilo nido o alla scuola dell’infanzia, vi preghiamo di informarne l’Associazione Iniziativa di protezione.

«Mi compro un bambino: lo squallido business delle madri surrogate»

Conferenza di Birgit Kelle
Sabato 9 novembre 2024, ore 14:00
Hotel Arte, Olten
Iscrizione: info@neuer-ruetlibund.ch

Birgit Kelle è giornalista, scrittrice e madre di quattro figli e nel panorama mediatico tedesco è molto richiesta quale esperta su temi relativi al genere e temi di politica riguardanti le donne e la famiglia.

Immagine: GettyImages

Dr. Eithan Haim

Negli Stati Uniti impazza l’ideologia transgender. Le vittime sono spesso adolescenti ai quali viene reso fin troppo facile l’accesso alla chirurgia per il cambio di sesso, a volte anche a insaputa dei genitori. Medici critici lanciano l’allarme e parlano di mutilazione di adolescenti. In Svizzera non siamo ancora a questo punto, ma sempre più spesso vengono alla luce gli eccessi dell’ideologia transgender e le minacce che incombono sui minori nelle scuole e nelle cliniche.

In Texas, il coraggioso chirurgo Dr. Eithan Haim e la sua famiglia pagano a caro prezzo l’avere portato a conoscenza dell’opinione pubblica un programma medico transgender segreto che si rivolge a centinaia di minori dagli 11 anni in su. Alle 7 di una mattina di inizio giugno bussano alla sua porta tre Marshals americani pesantemente armati. La visita è intimidatoria: gli agenti notificano al Dr. Haim che è stato incriminato dal Dipartimento di giustizia USA dell’amministrazione Biden e che rischia una multa fino a 250’000 dollari e 10 anni di carcere.

Le spese legali del dottor Eithan Haim hanno nel frattempo superato i 300’000 dollari consumando tutti i suoi risparmi. Fortunatamente, una campagna di raccolta fondi gli ha permesso di racimolare quanto basta per coprire le spese processuali.1 La stima complessiva delle spese legali che dovrà sostenere supera però il milione di dollari.

Il Dr. Ethan Haim sottolinea che i «ragazzi» soffrivano di turbe mentali deliberatamente ignorate. Invece di svolgere accertamenti medici, ai ragazzi sarebbero stati prescritti bloccanti ormonali e terapie ormonali antagoniste, preparando la strada a interventi successivi come l’amputazione di parti sane del corpo, in sostanza vere e proprie mutilazioni. Egli rimprovera agli attivisti transgender di usare un anti-linguaggio inveritiero e rispondente solo a dettami ideologici. Una medicina di questo tipo non mira alla guarigione del paziente, bensì alla sua distruzione e si basa su falsità che nulla hanno a che vedere con la scienza medica.

Per il Dr. Ethan Haim è chiaro che lo scopo del dipartimento di giustizia è mettere in guardia i potenziali «informatori» dal mettere in discussione l’ideologia politica dominante e dire come stanno in realtà le cose, pena il trovarsi a fare i conti con il «pugno di ferro statale». L’incriminazione nei suoi confronti avrebbe pertanto il solo scopo di intimidire lui e altre persone stabilendo un esempio. Il dottor Haim, ad ogni modo, non ha nessuna intenzione di piegarsi ai dettami di questa ideologia.2

In California, Seth Stemen, membro dell’organo di vigilanza sulle scuole del Marysville Joint Unified School District, ha difeso a inizio agosto 2024 in un accorato discorso i diritti dei genitori denunciando gli attacchi che lo Stato porta alla famiglia. Al centro delle sue critiche vi era una legge firmata in luglio dal governatore democratico Gavin Newsom, la cui entrata in vigore è prevista il 01.01.2025. La legge vieta alle scuole di informare i genitori dell’eventuale decisione di un allievo o un’allieva di usare un nome o un pronome di sesso opposto. Se, ad esempio, Tim improvvisamente vuole essere chiamato Tina e i pronomi e gli aggettivi che lo riguardano devono essere tutti al femminile, la scuola potrà avviare il processo di transizione sociale di genere anche a insaputa dei genitori, i quali possono essere informati solo con il consenso del minore.

Secondo Seth Stemen, la transizione sociale di genere può portare alla prescrizione di bloccanti della pubertà e di terapie ormonali antagoniste per poi arrivare anche a mutilazioni fisiche e psichiche degli adolescenti. Per ragioni ideologiche, gli interventi di «cambio del sesso» sono eufemisticamente chiamate «operazioni di riassegnazione del sesso».

Un giornalista, evidentemente contrariato, aveva qualificator di «odiosa» la presa di posizione di Seth Stemen, definendolo «transfobico», «estremista di destra» e «preoccupato solo per il suo Dio».

Seth Stemen

Possiamo partire dal presupposto che siano migliaia, ad oggi, negli Stati Uniti, le scuole che non informano più i genitori se il loro figlio o la lora figlia cambia il proprio genere sociale. Ciononostante, in California la lotta per i diritti dei genitori continuerà imperterrita, afferma il gruppo d’azione «California Family Council». Le voci delle famiglie non dovrebbero essere messe a tacere in politica e nelle aule di scuola.

In Svizzera, una coppia di genitori ha informato l’Associazione Iniziativa di protezione che nella scuola frequentata da loro figlio, nel canton Zurigo, si era proceduto, a loro insaputa, alla modifica del suo genere sociale. Scioccati per l’accaduto, hanno perso talmente fiducia nella scuola pubblica da decidere di iscrivere il figlio a una scuola privata.

A inizio anno, nove genitori avevano lanciato gravi accuse in una lettera indirizzata alla direttrice del dipartimento della sanità di Zurigo Natalie Rickli e al medico cantonale Dr. Christiane Meier. Al centro delle critiche, la Clinica per la psichiatria e la psicoterapia degli adolescenti (KJPP) di Zurigo e la sua vicedirettrice Dagmar Pauli. Il Gruppo di genitori, costituitosi nell’associazione «Verein für einen angemessenen Umgang mit Fragen zum Geschlecht bei
jungen Menschen» (AMQG/AUFG, in italiano «Associazione per un corretto trattamento delle questioni inerenti al genere nei giovani»), critica in particolare che a riguardo dei loro figli non siano state approfondite problematiche di ordine psichico prima di porre la diagnosi di disturb dell’identità sessuale. Inoltre, la subitanea transizione di genere è stata «raccomandata ed eseguita» dai medici e dai terapisti della clinica «senza il coinvolgimento dei
genitori». La clinica avrebbe inoltre esercitato pressioni sostenendo che altrimenti il minore avrebbe potuto commettere suicidio (servizio investigativo della SRF del 17.01.2024).

Elon Musk, CEO di Tesla, tra i suoi dodici figli ne ha uno che si definisce donna trans. Citazione di Musk: «Mio figlio è stato ucciso dal ‹virus woke-mind›». Musk afferma di essere stato ingannato quando a suo tempo aveva firmato i documenti per Xavier e che nel seguito sarebbe anche sorta molta confusione. Gli sarebbe infatti stato detto che suo figlio avrebbe potuto suicidarsi. Oggi suo figlio non vuole più avere nulla a che fare con il padre. Si chiama Vivian Jenna Wilson ed ha 20 anni.

L’Associazione Iniziativa di protezione si impegna a garantire negli asili nido, nelle scuole dell’infanzia e nelle scuole dell’obbligo che non vengano dispensati contenuti didattici che inducono bambini e adolescenti a intraprendere un percorso transgender fatto di «transizione sociale, bloccanti della pubertà, terapie ormonali antagoniste e amputazione di parti sane del corpo».

Il 16 agosto 2024, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto la richiesta del governo Biden-Harris di modificare in una legge federale («Title IX») il significato della parola «genere» affinché includesse il concetto di «identità di genere». «La radicale ridefinizione del genere da parte del governo Biden-Harris minaccia la sicurezza e la sfera privata degli allievi», ha dichiarato un rappresentante di Alliance Defending Freedom (ADF), una ONG che si impegna a favore della libertà di religione e di opinione e per i diritti dei genitori.

1https://www.givesendgo.com/texas_whistleblower
2Dr. Eithan Haim, Texas Children’s Hospital Exposed for Illegal Gender Affirming Care, The Jordan B. Peterson Podcast N. 459